Quali problemi fisici può portare il peso eccessivo e perché intervenire quanto prima?

Chili di troppo, un danno per la salute. Non rappresentano, infatti, solo un inestetismo fisico, bensì può rappresentare un limite per la nostra salute. Le abitudini degli italiani sono cambiate ed è sempre più complicato prevenire l’eccesso ponderale rinunciando al consumo di bevande zuccherate, aperitivi, alcolici e dolcetti vari. Queste piccole trasgressioni periodiche ci portano col tempo a passare dal normopeso al sovrappeso senza nemmeno rendersene conto. Il peso cresce di anno in anno senza danni apparenti, i muscoli si abituano a portare più chili così come le persone si abituano ad essere meno agili e questo stato può durare decenni. L’obesità, infatti, è una condizione subdola, può dare segnali già bambini o in adolescenza oppure manifestarsi più avanti nel tempo.


Il grasso viscerale

In nutrizione uno dei parametri importanti è il rapporto vita/fianchi, vale a dire la misurazione della circonferenza della vita e dei fianchi. Con questa misurazione, anche senza l’uso di una macchina per valutare la composizione corporea, si è in grado di capire se il grasso viscerale è in eccesso o meno. Stabilire l’esistenza di grasso viscerale e la sua percentuale nel corpo, perché può essere causa di patologie come: iperglicemia e quindi diabete di tipo 2. È possibile diminuire il rischio di diabete di tipo 2 dimagrendo e aumentando l’attività fisica attraverso la supervisione di un nutrizionista.

Steatosi epatica, il cosiddetto “fegato grasso”.

Il fegato non riesce più a smaltire i grassi in eccesso che vengono quindi accumulati negli epatociti (le cellule epatiche) causando:

Disturbi della cistifellea, come i cosiddetti “calcoli alla colecisti” dovuti ad una dieta ricca in grassi e povera di fibre.

Coronaropatie, ipertensione ed ictus, dovuti ad un eccesso di colesterolo LDL, il colesterolo cattivo che quando in eccesso può provocare la formazione di placche aterosclerotiche.

Osteoartrite e osteoporosi, dovuto ad uno scompenso di diversi ormoni che promuovono il richiamo di calcio dalle ossa e ne riducono l’assorbimento intestinale.

Disturbi dell’apparato riproduttore sia negli uomini che nelle donne, in quanto c’è una riduzione degli ormoni sessuali chiamati gonadotropine.

Inoltre quando si verifica la compresenza di uno o più fattori associati all’obesità si va in contro a quella che viene definita da tutti i professionisti come sindrome metabolica. Soffrire di sindrome metabolica significa presentare tre o più dei fattori di rischio sotto elencati:

Girovita ampio. Per gli uomini “ampio” significa superiore a 102 centimetri, mentre per le donne vuol dire maggiore di 88 centimetri.

Trigliceridi alti, se superano i 150 mg/dL.

Colesterolo HDL (colesterolo buono) basso.

Ipertensione o assunzione di farmaci antipertensivi.

Glicemia (a digiuno) alta, se supera i 100 mg/dL a digiuno.

Chi soffre della sindrome metabolica corre un rischio circa doppio di soffrire di coronaropatie e un rischio cinque volte maggiore di soffrire di diabete di tipo 2 rispetto alla popolazione generale.

Da come abbiamo visto, quindi, è importantissimo mantenersi normopeso o pensare di rivolgersi ad un nutrizionista per ridurre l’eccesso ponderale.

Non si tratta di un semplice difetto fisico da nascondere ad una società che impone dei modelli di magrezza irraggiungibili ma bensì di una condizione che col tempo può gravare notevolmente sulla salute e che può condizionare anche la nostra vita futura, per questo motivo una corretta alimentazione associata ad un’attività fisica moderata possono essere considerati dei veri e propri elisir di lunga vita.

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