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Osteoporosi prevenire è meglio che curare

Italia, Paese a rischio

E’ vero, prevenire è meglio che curare! Il 20% degli italiani ha oltre 65 anni d’età e il 40% delle donne over 65 va incontro alla frattura di almeno un osso causata, appunto, dall’osteoporosi.  Se un tempo l’osteoporosi veniva genericamente classificata come una normale degenerazione fisiologica, oggi si considera come una malattia cronica causata da diversi fattori: nutrizione, attività sportiva, predisposizione genetica, ad esempio.

Diagnosticare in tempo questa malattia è fondamentale, perché la demineralizzazione delle ossa può essere ritardata con cure ad hoc. Purtroppo l’osteoporosi è una patologia silente, sulla quale si inizia a indagare solo quando si incorre in una frattura, ma a quel punto si è già manifestata. Eppure per accertarla occorre una semplice indagine diagnostica.


L’accertamento: la Moc Dexa

Oggi esiste una tecnologia all’avanguardia in materia: è la MOC Dexa,  una strumentazione altamente precisa. Con la MOC si esamina minuziosamente la densità minerale ossea, vale a dire la quantità di minerali presenti nelle scheletro osseo. Se la MOC è anche Dexa, vuol dire che la tecnica utilizzata per effettuare l’esame è ancora più precisa e chiara.

Esame non invasivo

Sottoporsi a Moc Dexa non è doloroso, anzi, è rapido e indolore. I raggi X impiegati sono minimi e questo facilita un’eventuale ripetizione dell’indagine negli anni.

I risultati dell’indagine

Al termine della Moc si otterrà una valutazione quantitativa: se il punteggio ottenuto è compreso tra -1 e -2,5 si parla di osteopenia, al di sotto di -2,5 si parla di osteoporosi.  Il T-score, vale a dire il punteggio ottenuto è utile per stimare il rischio di frattura ossea. Se il valore è inferiore a -2,5 c’è un alto rischio di rottura delle ossa.

PREVENZIONE

Lo screening andrebbe eseguito su tutta la popolazione di età superiore ai 65 anni, ancor più se presenta fattori di rischio, come l’ereditarietà. Il controllo viene eseguito in media ogni 18 mesi.